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Sure 80

'Abasa

He Frowned · Makki · 42 ayahs

Traduzione di Hamza Roberto Piccardo

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  1. 1

    عَبَسَ وَتَوَلَّىٰٓ

    ʻABASA wa-tawallaa,

    Si accigliò e voltò le spalle

  2. 2

    أَن جَآءَهُ ٱلْأَعْمَىٰ

    ʹAñ jaaa-ʹahul ʹaʻmaa.

    quando il cieco venne da lui.

  3. 3

    وَمَا يُدْرِيكَ لَعَلَّهُۥ يَزَّكَّىٰٓ

    Wa-maa yudreeka laʻallahoo yaz-zakkaa?―

    Cosa ne puoi sapere? Forse voleva purificarsi

  4. 4

    أَوْ يَذَّكَّرُ فَتَنفَعَهُ ٱلذِّكْرَىٰٓ

    ʹAw yaẓ-ẓak-karu fatañfaʻahuẓ Ẓikraa?

    o riflettere, affinché il Monito gli fosse utile.

  5. 5

    أَمَّا مَنِ ٱسْتَغْنَىٰ

    ʹAmmaa manis tag̣naa,

    Quanto a colui che invece pensa di bastare a se stesso ,

  6. 6

    فَأَنتَ لَهُۥ تَصَدَّىٰ

    Faʹañta lahoo taṣaddaa;

    tu ne hai maggiore premura.

  7. 7

    وَمَا عَلَيْكَ أَلَّا يَزَّكَّىٰ

    Wa-maa ʻalayka ʹallaa yaz-zakkaa.

    Cosa t’importa se non si purifica ?

  8. 8

    وَأَمَّا مَن جَآءَكَ يَسْعَىٰ

    Wa-ʹammaa mañ jaaa-ʹaka yasʻaa,

    Quanto a colui che ti viene incontro pieno di zelo,

  9. 9

    وَهُوَ يَخْشَىٰ

    Wa-huwa yakhshaa,

    essendo timorato [di Allah],

  10. 10

    فَأَنتَ عَنْهُ تَلَهَّىٰ

    Faʹañta ʻanhu talahhaa.

    di lui non ti occupi affatto!

  11. 11

    كَلَّآ إِنَّهَا تَذْكِرَةٌ

    Kallaaa ʹinnahaa Taẓkirah:

    In verità questo è un Monito:

  12. 12

    فَمَن شَآءَ ذَكَرَهُۥ

    Famañ shaaʹa ẓakarah.

    se ne ricordi, dunque, chi vuole.

  13. 13

    فِى صُحُفٍ مُّكَرَّمَةٍ

    Fee ṣuḥufim mukarramah,

    [È contenuto] in Fogli onorati,

  14. 14

    مَّرْفُوعَةٍ مُّطَهَّرَةٍۭ

    Marfooʻatim muṭahharah,

    sublimi, purissimi,

  15. 15

    بِأَيْدِى سَفَرَةٍ

    Biʹaydee safarah―

    tra le mani di scribi

  16. 16

    كِرَامٍۭ بَرَرَةٍ

    Kiraamim bararah.

    nobili, obbedienti !

  17. 17

    قُتِلَ ٱلْإِنسَـٰنُ مَآ أَكْفَرَهُۥ

    Q̣utilal ʹiñsaanu maaa ʹakfarah?

    Perisca l’uomo, quell’ingrato !

  18. 18

    مِنْ أَىِّ شَىْءٍ خَلَقَهُۥ

    Min ʹayyi shayʹin khalaq̣ah?

    Da cosa l’ha creato Allah?

  19. 19

    مِن نُّطْفَةٍ خَلَقَهُۥ فَقَدَّرَهُۥ

    Min nuṭfah: khalaq̣ahoo faq̣addarah;

    Da una goccia di sperma. Lo ha creato e ha stabilito [il suo destino],

  20. 20

    ثُمَّ ٱلسَّبِيلَ يَسَّرَهُۥ

    S̤ummas sabeela yas-sarah;

    quindi gli ha reso facile la via,

  21. 21

    ثُمَّ أَمَاتَهُۥ فَأَقْبَرَهُۥ

    S̤umma ʹamaatahoo faʹaq̣barah;

    quindi l’ha fatto morire e giacere nella tomba;

  22. 22

    ثُمَّ إِذَا شَآءَ أَنشَرَهُۥ

    S̤umma ʹiẓaa shaaaʹa ʹañsharah.

    infine lo resusciterà quando lo vorrà!

  23. 23

    كَلَّا لَمَّا يَقْضِ مَآ أَمَرَهُۥ

    Kallaa lammaa yaq̣ḍi maaa ʹamarah.

    No, non ha adempiuto a quello [che Allah] gli ha comandato.

  24. 24

    فَلْيَنظُرِ ٱلْإِنسَـٰنُ إِلَىٰ طَعَامِهِۦٓ

    Falyañz̤̣uril ʹiñsaanu ʹilaa Ṭaʻaamih:

    Pre-Eg. n. Di versetti. Il nome della sura deriva dal vers. In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. Consideri l’uomo il suo cibo:

  25. 25

    أَنَّا صَبَبْنَا ٱلْمَآءَ صَبًّا

    ʹAnnaa ṣabab nalmaaaʹa ṣabbaa,

    siamo Noi che versiamo l’acqua in abbondanza,

  26. 26

    ثُمَّ شَقَقْنَا ٱلْأَرْضَ شَقًّا

    S̤umma sha-q̣aq̣nal ʹarḍa shaq̣q̣aa;

    poi spacchiamo la terra in profondità

  27. 27

    فَأَنۢبَتْنَا فِيهَا حَبًّا

    Faʹambatnaa feehaa Ḥabbaa,

    e vi facciamo germinare cereali,

  28. 28

    وَعِنَبًا وَقَضْبًا

    Wa-ʻinabañw Waq̣aḍbaa,

    vitigni e foraggi ,

  29. 29

    وَزَيْتُونًا وَنَخْلًا

    Wa-zaytoonañw Wanakhlaa,

    olive e palmeti,

  30. 30

    وَحَدَآئِقَ غُلْبًا

    Wa-ḥadaaaʹiq̣a g̣ulbaa,

    lussureggianti giardini,

  31. 31

    وَفَـٰكِهَةً وَأَبًّا

    Wa-faaki-hatañw Waʹabbaa,

    frutti e pascoli,

  32. 32

    مَّتَـٰعًا لَّكُمْ وَلِأَنْعَـٰمِكُمْ

    Mataaʻal lakum wa-liʹanʻaamikum.

    di cui godete voi e il vostro bestiame.

  33. 33

    فَإِذَا جَآءَتِ ٱلصَّآخَّةُ

    Faʹiẓaa jaaa-ʹatiṣ Ṣaaakhkhah,―

    Ma quando verrà il Fragore,

  34. 34

    يَوْمَ يَفِرُّ ٱلْمَرْءُ مِنْ أَخِيهِ

    Yawma yafirrul mar-ʹu min ʹakheeh,

    il Giorno in cui l’uomo fuggirà da suo fratello,

  35. 35

    وَأُمِّهِۦ وَأَبِيهِ

    Wa-ʹummihee wa-ʹabeeh,

    da sua madre e da suo padre,

  36. 36

    وَصَـٰحِبَتِهِۦ وَبَنِيهِ

    Wa-ṣaaḥi-batihee wa-baneeh.

    dalla sua compagna e dai suoi figli,

  37. 37

    لِكُلِّ ٱمْرِئٍ مِّنْهُمْ يَوْمَئِذٍ شَأْنٌ يُغْنِيهِ

    Likul lim-riʹim minhum Yawmaʹiẓiñ shaʹnuñy yug̣neeh.

    poiché ognuno di loro, in quel Giorno, avrà da pensare a se stesso,

  38. 38

    وُجُوهٌ يَوْمَئِذٍ مُّسْفِرَةٌ

    Wujoohuñy Yawmaʹiẓim musfirah,

    ci saranno in quel Giorno volti radiosi,

  39. 39

    ضَاحِكَةٌ مُّسْتَبْشِرَةٌ

    Ḍaaḥikatum mustabshirah.

    sorridenti e lieti.

  40. 40

    وَوُجُوهٌ يَوْمَئِذٍ عَلَيْهَا غَبَرَةٌ

    Wa-wujoohuñy Yawmaʹiẓin ʻalayhaa g̣abarah;

    E ci saranno, in quel Giorno, [anche] volti terrei

  41. 41

    تَرْهَقُهَا قَتَرَةٌ

    Tarhaq̣uhaa q̣atarah:

    coperti di tenebre:

  42. 42

    أُو۟لَـٰٓئِكَ هُمُ ٱلْكَفَرَةُ ٱلْفَجَرَةُ

    ʹUlaaaʹika humul kafaratul Fajarah.

    sono i miscredenti, i peccatori. Riferisce la tradizione (Tabarì xxx, 50-Ibn Kathìr IV, ecc.) che questa sura fu rivelata dall’Altissimo (gloria a Lui) in occasione di un episodio di impazienza che vide protagonista Muhammad (pace e benedizioni su di lui) e che avvenne durante la prima fase della predicazione alla Mecca. L’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) stava parlando con alcuni tra i più importanti notabili Quraysh quando Abdallah ibn Umm Maktùm, un non vedente, gli si avvicinò e gli chiese ad alta voce di istruirlo sulla religione che Allah gli aveva rivelato. Il Profeta non gli diede ascolto, impegnato com’era nel tentativo di convincere i più nobili ad aderire alla rivelazione di cui era latore e, di fronte alle reiterate richieste del cieco, si infastidì, prese cipiglio e lo ignorò completamente. Poco più tardi Allah (gloria a Lui l’Altissimo) gli inviò questa sura, i cui primi undici versetti sono un vero e proprio rimprovero che l’Altissimo (gloria a Lui) rivolgeva al Suo Inviato, per ricordargli la pazienza, il valore profondo delle cose e il primato del desiderio di Lui sopra ogni altra considerazione politica e di opportunità. «pensa di bastare a se stesso»: del ricco, tronfio della sua ricchezza, del notabile pieno di superbia per il suo lignaggio. Il versetto può essere inteso in senso ironico, nel quadro dell’aspro rimprovero che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) sta rivolgendo al Suo Inviato (pace e benedizioni su di lui) oppure nel senso che il Profeta non deve preoccuparsi di chi non vuole accettare la fede, ma trasmettere il messaggio e curarsi di chi è disposto ad accettarlo e agire conseguentemente. Si tratta di un riferimento agli angeli che fungono da «guardiani e segretari» dell’archetipo celeste della rivelazione divina (i «Fogli onorati»), e tramite tra la volontà di Allah (gloria a Lui l’Altissimo) e i Suoi eletti (profeti e messaggeri). Anche «QuelFincredulo». «e ha stabilito [il suo destino]»: anche «e lo ha formato [armoniosamente]». Secondo la maggior parte dei commentatori questa espressione si riferisce alla nascita dell’uomo; Tabarì (xxx, cita anche un’altra interpretazione: «Allah gli ha reso agevole il procurarsi i mezzi della sussistenza materiale», o ancora «Allah gli ha reso agevole il cammino sulla via del bene o del male». «…e foraggi»: anche «verdure».